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Lo sviluppo del linguaggio

Sviluppo del linguaggio
Lo sviluppo del linguaggio

Il linguaggio è uno degli aspetti principali che si tiene sotto osservazione durante lo sviluppo e la crescita del bambino.

Tenerlo sotto osservazione cercando di identificare le varie fasi e i passaggi oltre ad essere affascinante è ovviamente di estrema importanza, in quanto possiamo capire come interagire con il bambino e accompagnarlo in questo percorso cruciale.

Difficoltà nello sviluppo del linguaggio

Talvolta all’interno di questo percorso possono sorgere delle difficoltà nello sviluppo di alcune capacità del bambino, ed è essenziale fare la giusta attenzione in quanto queste potrebbero essere indicatori di un deficit specifico relativo al linguaggio.

Sviluppo del linguaggio: processo variabile

È importante sottolineare come lo sviluppo del linguaggio sia un processo estremamente variabile, da bambino a bambino la durata delle varie fasi può variare, come può variare la propensione alla parola, lo sviluppo di certe capacità può avvenire prima o dopo i tempi generici. 

Bisogna tenere conto che ci sono anche delle differenze legate alle capacità e ai tratti personali che sono specifici della persona e non sono legati a questo processo.

Linguaggio

Il Linguaggio è un codice comunicativo tipicamente umano che consente di modulare lungo una gamma illimitata di sfumature idee, intenzioni, concetti e prescinde dalla modalità di trasmissione, che possono essere lingue naturali vocali o segniche.
Lo si distingue dalla Comunicazione in quanto questa è definita come la trasmissione di informazioni che tenga conto della sorgente e della destinazione dei codici comunicativi.

Fasi dello sviluppo del linguaggio

Lo sviluppo del linguaggio, come detto in precedenza, è caratterizzato comunque da alcune fasi tipiche, ognuna caratterizzate da delle tempistiche e delle abilità e peculiarità specifiche che possono essere di tipo motorie, cognitive e affettive.

Fase prelinguistica (0-12 mesi)

Questa primissima fase è legata allo sviluppo di aspetti uditivo- vocali e della comunicazione non verbale: 

Da 0 a 3 mesi:

Il bambino fin dalla nascita è capace di discriminare i suoni di tutte le lingue del mondo.
Dal sesto mese perde questa capacità e si specializza sulla sua lingua di appartenenza, continuando a riconoscere come diversi solo i suoni di questa lingua.
I neonati sviluppano una preferenza per la voce della madre, e inizia a comunicare con lei attraverso il pianto.

Da 3 a 6 mesi:

In questa fase il bambino inizia a comunicare con lo sguardo.
Inizia a seguire gli altri con lo sguardo, e a comunicare attraverso il sorriso e inizia a produrre vocalizzi.

Da 6 a 8 mesi:

Compare la lallazione canonica ovvero la ripetizione di sillabe composte dalla stessa consonante come ad esempio “ma ma” o “da da”.

Da 8 a 10 mesi:

Questa fase è molto importante in quanto il bambino sviluppa una serie di abilità fondamentali per la prima volta.
Infatti il bambino sviluppa un’abilità molto importante che è quella di utilizzare i gesti in maniera intenzionale come il pointing protodichiarativo, ovvero il bambino inizia ad indicare intenzionalmente per mostrare o fare richieste, inizia anche a salutare con le mani.
A quest’età è anche in grado di comprendere le prime parole.
Inoltre la lallazione diventa variata, a differenza di prima il bambino inizia a ripetere sillabe con consonanti diverse, ad esempio “ba da ta”.

Fase olofrastica: le prime parole (12-24 mesi)

Durante la fase olofrastica il bambino inizia ad apprendere l’utilizzo delle parole, iniziando anche a formare le prime frasi, ovviamente sono parole semplici e di uso comune legate alla famiglia o ad attività quotidiane (come “mamma, pappa, nanna…”) come il mangiare e anche le frasi sono molto semplici.

Da 12 a 18 mesi:

Inizia a memorizzare una serie di vocaboli, in media arriva a memorizzarne 50 e riesce anche ad associare queste parole agli oggetti a cui corrispondono. Non è però in grado di formulare frasi.

Da 18 a 24 mesi:

Aumentano progressivamente le parole contenute nel suo vocabolario.
Sviluppa anche la capacità d combinare due parole per formare frasi (morfosintassi).

Da 24 a 30 mesi:

Il vocabolario continua sempre di più ad aumentare, non solo in termini di quantità di parole ma anche in termini di tipologie di parole: se prima erano in maggioranza sostantivi, ora aumentano anche i verbi e gli aggettivi. Insieme a ciò si sviluppa anche la capacità di combinare questi elementi, ovvero nomi e verbi, iniziando ad associare un’azione ad un soggetto.

Da 30 a 36 mesi:

Il percorso di crescita delle capacità di linguaggio continua ad aumentare dando alla luce quindi le prime frasi composte, aggiungendo all’utilizzo di soggetto e verbo, anche quello di complemento oggetto, aggettivi, pronomi, articoli.

Disturbi del linguaggio

Come anche in precedenza i bambini possono presentare differenze nello sviluppo a livello tecnico e di tempistiche nelle varie fasi, alcuni purtroppo possono anche mostrarle a tal punto che venga diagnosticato un disturbo specifico del linguaggio.

Sviluppo del linguaggio: cosa fare in caso di disturbi

La prima cosa da fare in questo caso è riconoscere un disturbo da un semplice ritardo nello sviluppo, quindi per capire ciò bisogna conoscere il bambino, magari per sua predisposizione personale è molto timido o anche pigro e questo può influire sullo sviluppo e sulla messa in luce di caratteristiche del linguaggio.

Aspetti dei disturbi specifici del linguaggio

Alcuni aspetti comunque associati a disturbi specifici del linguaggio sono: difficoltà nella comprensione del linguaggio, una scarsa capacità nella produzione di frasi, una scarsa comunicazione gestuale, assenza di lallazione, un lessico povero…

Se dovessero manifestarsi più di una di queste problematiche contemporaneamente sarebbe meglio rivolgersi ad un esperto che possa valutare la situazione: una diagnosi precoce potrebbe scongiurare vere problematiche, oppure coglierle sul nascere riuscendo a gestirle fin da subito.

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