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BALBUZIE: CONSIGLI PRATICI

Essere balbuzienti non è certamente una situazione definitiva, perché si può “imparare ad essere fluenti”, sciolti nel parlare, senza “blocchi”. Per riuscirci, però, bisogna modificare alcune abitudini diventate spontanee, cambiando i comportamenti che ostacolano e che non ci aiutano a parlare.


Consideriamo questa situazione: se una persona non è molto portata per una certa attività, ad esempio lo studio delle lingue straniere, non significa che non saprà mai parlarne una! Lo potrà fare benissimo ma dovrà faticare un po’ di più, studiare un po’ di più ed essere più attento e concentrato quando cercherà di praticarla all’inizio, ma se continuerà nel proprio impegno, e si eserciterà costantemente, anche quell’attività inizialmente così difficile diventerà più facile e quindi più “automatica”.
La stessa situazione viene riscontrata nel controllo della balbuzie: cambiare quanto non è di aiuto con altri “modi di fare e di parlare” che dovremo imparare e praticare per renderli spontanei e automatici.
Vediamo ora concretamente quali sono i problemi e quali le opportune soluzioni:
ci sono comportamenti che ostacolano la parola e peggiorano la fluenza: molti sono collegati alla fretta di parlare, al pensiero di dover rispondere subito e a condizioni di agitazione presenti in ogni situazione della vita quotidiana; questi stessi comportamenti hanno un’influenza sul modo di parlare anche delle persone che non sono balbuzienti:

vi è sempre una stretta relazione tra il comportamento di chi parla e quello di chi
ascolta e viceversa!

Noi definiamo questi problemi di tempo, fretta, velocità e agitazione con il termine pressione temporale, che può riguardare varie situazioni:

>Il nostro comportamento in generale;
>La fretta di parlare;
>La fretta di sapere;
>La fretta di chiedere;
>Mettere fretta alle persone;
>Avere fretta di andare o partire;
>Parlare in fretta;
>Rispondere in fretta;
>Sollecitare le risposte;
>Interrompere o ostacolare il discorso di altri;

Di conseguenza, chiamiamo così le soluzioni:

RESISTERE ALLA PRESSIONE TEMPORALE!

Vediamo insieme quali possono essere i comportamenti più favorevoli per avere un eloquio sciolto e sereno:

>Aspettare a parlare: è meglio aspettare qualche istante prima di iniziare a parlare;
Non rispondere subito: è molto meglio aspettare a rispondere, pensarci su un attimo e iniziare quando siamo pronti. Nessuno ci può obbligare a rispondere subito!
>Sapere cosa dire: dobbiamo parlare solo quando sappiamo bene quello che vogliamo dire. Se parliamo senza le idee chiare ci possiamo confondere, possiamo spiegarci male e in modo confuso;
>Non voler dire “tutto e subito”: spesso le persone cominciano a parlare di tante cose tutte in una volta. Vogliono cioè raccontare tutte le loro idee il più in fretta possibile. Facendo così però si rischia di confondersi e di non spiegare bene quello che vogliamo dire.

Il nemico numero uno è LA FRETTA

La fretta fa diventare difficile il parlare in almeno quattro casi:

  1. Fretta di parlare
  2. Parlare in fretta
  3. Parlare quando abbiamo fretta
  4. Parlare con chi ha fretta

Cerchiamo di capire le differenze:

  1. Fretta di parlare: non serve mai voler dire tutto velocemente, pensare a troppe cose insieme o voler cominciare subito a parlare: è molto meglio aspettare e iniziare con calma pensando prima a cosa vogliamo dire;
  2. Parlare in fretta: dobbiamo abituarci a parlare con più calma e lentamente; anche fare delle piccole pause è molto utile e ci aiuterà a parlare in modo lento.
  3. Parlare quando abbiamo fretta: la fretta di andare via, di finire un discorso o anche solo l’idea di avere tante altre cose da fare o da dire può farci parlare più velocemente e in modo impreciso. In questo caso dobbiamo decidere cosa fare: possiamo rimandare a dopo le altre cose da fare per avere il tempo per parlare con calma e tranquillamente, oppure possiamo
    decidere di parlare in un altro momento con più calma.
    È sempre meglio non parlare o parlare poco e brevemente che parlare di fretta e magari balbettare.
  4. Parlare con chi ha fretta: può succedere la stessa cosa se sono le altre persone ad avere fretta. Infatti, se stiamo parlando con una persona che ha fretta di andare via o di finire il discorso, ci può capitare di “fare come lui”. Se qualcuno è di corsa o è agitato tende a parlare più velocemente: anche noi quindi magari senza renderci conto potremo parlare velocemente, aumentando in modo pericoloso la velocità delle nostre azioni e delle nostre
    frasi.

Se ci troviamo in una soluzione simile possiamo:

1. Chiedere tempo: cioè chiarire che noi non abbiamo fretta e che se dobbiamo
continuare il discorso è meglio farlo in un altro modo, più tranquillo. Se non fosse
possibile allora si può rimandare il discorso e continuare in un altro momento quando
tutti avremo il tempo per farlo.
2. Parlare uno per volta, a turno: è molto importante che tutti possano parlare
tranquillamente senza essere interrotti e senza interrompere chi sta parlando.

ascolto con attenzione te che parli e poi tu ascolterai con attenzione me che parlo

Allo stesso modo cercheremo di ottenere che gli altri non ci interrompano mentre
parliamo: sappiamo che per chi balbetta è difficile ripartire dopo un’interruzione. Sarà meglio chiedere a tutti di poter parlare con calma e senza essere interrotti.
Potremo anche dire ad esempio: “come dicevo prima di essere interrotto”, in modo
tale che gli altri si accorgano della nostra richiesta.
In ogni caso è molto importante dimostrarsi attenti quando gli altri parlano e dire
cose interessanti e chiare quando parliamo noi: questo ci aiuterà a capire gli altri e a
farci capire.
> Non nascondersi e giocare a carte scoperte: quasi sempre è inutile tentare di
nascondere le nostre difficoltà ad ogni costo: ci costa più fatica, ci rende nervosi e
spesso non funziona: quando capita di sbagliare in un caso simile, dopo si balbetta
ancora di più. Bisogna uscire da questo circolo vizioso:

come affrontare le balbuzie

È meglio dire chiaramente: “a volte balbetto, ma per me non è un problema, spero
non lo sia neanche per voi, grazie”.
Questo ci toglierà l’agitazione di non dover balbettare, non avremo più niente da
nascondere e saremo così più liberi di concentrarci sul nostro discorso.
Ecco perchè a carte scoperte, cioè senza vergognarsi o nascondere niente, e se
avremo il coraggio di farlo ci accorgeremo di parlare molto meglio.
Infatti, se non ne parliamo mai per paura di essere presi in giro, come faranno gli altri
a conoscere le nostre necessità?

Parlarne ci aiuterà a non averne paura e migliorerà la nostra parola!

Per poter gestire la balbuzie è importante non improvvisare ed evitare di lavorare con il “fai da te” o con il “sentito dire”.

Se la balbuzie rappresenta un ostacolo, è opportuno provare a superarlo con l’aiuto di una struttura specializzata e con professionisti abilitati.

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